Emilia Romagna: una delle regioni più amate dello Stivale!

Martina Angeloni4 Gennaio 2021
duomo di modena
Duomo di Modena (immagine dal web)

Polo culturale di enorme importanza sin dal XII secolo, quando molti feudi riuscirono a raggiungere l’indipendenza trasfomandosi in comuni liberi governati da un gruppo di persone che si distinguevano per la loro esperienza e la loro saggezza. Particolarmente importanti furono i comuni di Piacenza, Parma e Ferrara, importanti centri economici, e soprattutto Bologna, centro politico e culturale, dove venne fondata nel 1088 la più antica università europea. Durante il XIII secolo il governo delle città passò a un’unica persona, il Podestà: così si preparava la strada alla trasformazione dei comuni in signorie. Con le signorie, il potere passava nelle mani di una famiglia nobile e potente e diveniva ereditario, cioè trasmesso dal padre al figlio. In tal modo sorsero importanti dinastie che dominarono le diverse città fino all’epoca moderna. Quello delle signorie fu il periodo del massimo splendore per centri come Ferrara, Modena, Reggio, Parma e Piacenza, mentre Bologna e le città della Romagna entrarono a far parte dello Stato della Chiesa, governato direttamente dal Papa.

Oggi la regione con il suo passato storico, artistico e letterario,  è una meta turistica molto ambita. Paesaggi meravigliosi e città vivaci, un popolo   accogliente  con un innato senso dell’ospitalità, una cucina tradizionale con prodotti tipici e un ottimo rapporto qualità prezzo che dà un valore aggiunto alla vacanza. Stabilimenti balneari attrezzati,  negozi e  ristoranti sul lungomare, assieme a un’intensa vita notturna, che fanno della Riviera adriatica, una delle mete predilette per chi vuole trascorrere una vacanza all’insegna della vita attiva e del divertimento.

MODENA

Storia

Libero comune dal 1126, passò nelle mani del marchese di Ferrara Obizzo d’Este nel 1289. Il rapporto tra Modena e la famiglia d’Este fu in alcuni momenti interrotto, come nel 1510 quando Papa Giulio II conquistò la città e nominò suo governatore Francesco Guicciardini. Dopo pochi anni, la città tornò nelle mani della casata estense per vivere quello che sarebbe stato il periodo di maggior splendore per Modena, il Rinascimento. Il Ducato di Modena negli anni acquistò notevole importanza, divenendo capitale dei domini estensi e convertendosi in una centro culturale conosciuto in tutta Europa. La città si abbellì così di maestosi palazzi e ospitò personaggi illustri, italiani e stranieri. Oggi Modena porta con sé questo suo antico splendore.

Arte

Tra le prime cose da visitare a Modena c’è il Duomo, con il suo campanile, conosciuto come la Ghirlandina. Queste due architetture sono Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e sono uno dei maggiori esempi dell’arte romanica in Italia. Il campanile, che i modenesi amano pensare sia il più bello del mondo, è alto 86 metri. Svetta tra i tetti delle case e con la sua maestosità è il simbolo di Modena. Dal Duomo vi troverete in Piazza Grande, cuore della vita modenese. Qui si erge il seicentesco Palazzo Comunaleinsieme ad una serie di altri palazzi, eleganti e raffinati. All’interno della piazza troverete una cosa che sicuramente catturerà la vostra curiosità: un masso risalente probabilmente all’età romana, chiamato pietra dell’arringa che sembra esser stata considerata in passato una pietra del disonore. Una chicca della città è la Galleria Estense, in cui si possono ammirare capolavori e opere d’arte appartenenti ai Duchi d’Este, una collezione unica. E visto che parliamo della casata estense, non può mancare una visita al Palazzo Ducale, capolavoro dell’architettura barocca e sede della Corte d’Este. Questo fu realizzato da Francesco I, uno dei principali duchi della città, con l’idea di creare una corte tanto ricca e sfarzosa da far concorrenza ad altre residenze europee. Qui lavorarono artisti di notevole fama e importanza come Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona. Dopo aver fatto un salto nel passato di Modena, dirigiamoci verso la storia un po’ più recente della città con una visita al Museo Casa Enzo Ferrari. Questo è un omaggio a uno dei cittadini più illustri di Modena, Enzo Ferrari, pilota e fondatore della casa automobilistica Ferrari.

Gastronomia

Ricca di prelibatezze, la cucina modenese vi stupirà con le sue specialità. Primo piatto tipico è il tortellino ripieno di carne e in brodo. Anche i passatelli, preparati con pangrattato, uova, parmigiano reggiano e noce moscata, e la pasta coi fagioli e le cotiche sono primi piatti gustosissimi e molto ricercati. Vi aspetta una vastità di secondi piatti tra cui scegliere: cotechino con lenticchie o purè, lo zampone, i bolliti accompagnati dalla piccante frutta senapata e da un’infinità di salse. Un prodotto che arricchisce la cucina modenese e merita di essere menzionato è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, etichettato IGP. Anche per i dolci c’è una bella tradizione che vi porterà ad assaporare delizie come il bensone, la torta di tagliatelle, tipica delle campagne intorno a Modena, la torta Barozzi e il croccante. Per concludere questo percorso gastronomico concedetevi uno degli ottimi liquori prodotti dalle famiglie del luogo, come il nocino, il sassolino e il laurino.

PARMA

Storia

Le origini di Parma risalgono al periodo etrusco. In questa zona abitavano alcune tribù etrusche chiamate parmni, da cui deriverebbe il nome della città. Come altri centri dell’Emilia-Romagna, anche Parma nel corso del Medioevo divenne una signoria, guidata dalle antiche famiglie dei Supponidi, dei Bernardingi e degli Arduinici. Dopo un lungo periodo di guerre tra le maggiori corti europee, nel XVI secolo fu firmata la pace di Cateau-Cambrésis che divise la regione dell’Emilia tra Papato e ducato di Parma e Piacenza. Nel 1545 il governo della città fu affidato a Pier Luigi Farnese. Con lui Parma divenne una delle corti più rinomate e conosciute del Rinascimento italiano. I Farnese guidarono la città fino alla prima metà del XVIII secolo quando i Borbone ottennero il potere sulla corte. Nel 1860, con l’armistizio di Villafranca, il ducato entrò a far parte del Regno d’Italia.

Arte

Cominciamo il nostro tour da Piazza del Duomo, una delle piazze più belle d’Italia dove il Duomo, il Battistero e il Palazzo Vescovile insieme racchiudono la storia di Parma. Il Duomo, la cui costruzione iniziò nel 1100, conserva un meraviglioso ciclo di affreschi nella grande cupola, realizzato nel 1526 da Correggio sul tema dell’assunzione della Vergine. Per tornare indietro nel tempo visitate il Palazzo della Pilotta. Questo fu realizzato da Ottavio Farnese e inizialmente doveva essere solo un appendice del già esistente Palazzo Ducale. Nel tempo furono costruiti altri spazi per conservare la collezione di opere d’arte e di libri della famiglia dei Farnese. Oggi questo complesso architettonico ospita il Museo Archeologico Nazionale, la Biblioteca Palatina, il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale. Seppur non completa, la collezione presente all’interno della Galleria Nazionale vi permetterà di ammirare opere di pittori come Beato Angelico, Correggio, Parmigianino, Leonardo, Carracci e Bronzino. Parte delle opere appartenenti alla famiglia ducale, non sono oggi presenti a Parma perché furono trasferite a Napoli dopo la proclamazione a Re Carlo di Borbone dell’ultimo discendente dei Farnese. Il Teatro Farnese, costruito tra il 1616 e il 1618, è un esempio di ingegno architettonico da cui molti altri teatri hanno tratto ispirazione. Questo fu realizzato per volontà del duca Ranuccio I Farnese in occasione della visita in città da parte di Cosimo II de Medici. A Parma potrete visitare anche un altro teatro di notevole importanza. Il Teatro Regio, commissionato da Maria Luigia d’Asburgo, moglie di Napoleone e inaugurato il 16 maggio del 1829, è divenuto nel tempo un palco d’importanza mondiale.

Gastronomia

Tra i prodotti tipici della città due cose vengono subito in mente: prosciutto e parmigiano. Due prodotti squisiti e rinomati, che nati a Parma sono poi divenuti simboli della cucina italiana nel mondo. Furono i monaci benedettini a dare inizio alla tradizione della stagionatura del parmigiano. Questa divenne poi un sapere da custodire e tramandare di generazione in generazione. Poi c’è il prosciutto crudo, unico, irripetibile, gustosissimo. Ma sono anche altri i salumicaratteristici di Parma come il culatello, un prosciutto pregiatissimo originario della vicina Zibello, la coppa di Parma e la Spalla Cotta di San Secondo. Tra i primi piatti spiccano tortellini, tagliatelle e risotti, dopotutto siamo pur sempre in Emilia-Romagna! Un atro classico sono i cappelletti, a Parma chiamati anolini, conditi con sugo o panna o immersi nel brodo. Per quanto riguarda i secondi piatti meritano lo stracotto di manzo, la trippa, la parmigiana di melanzane e per finire la rosa di Parma, un arrosto di manzo con prosciutto di Parma, scaglie di Parmigiano Reggiano e vino Lambrusco. Per concludere assaporate uno dei tanti dessert. Il più conosciuto è la Spongata, una torta con noci, pinoli, uvetta, scorze di cedro, cannella e miele.

REGGIO EMILIA

Storia

Si hanno tracce di insediamenti umani nel territorio circostante la città già nel Paleolitico. Il Duecento fu per Reggio Emilia un periodo buio, causa la guerra civile scoppiata tra i Scopazzati (i nobili della città) e i Mazzaperlini (i popolani). Nel 1290 la città, logorata dagli scontri sia interni sia con le città vicine, passò nelle mani di Obizzo d’Este, conosciuto per le feroci rappresaglie. Reggio Emilia fu di volta in volta governata da signori e nobili spietati che indebolirono la città. Dal 1409 circa la famiglia d’Este riprese in mano il potere della città, che mantenne quasi interrottamente fino all’Unità d’Italia. Oggi Reggio Emilia è una città vivace e molto turistica. Buon cibo e una bella atmosfera vi permetteranno di passare una piacevole vacanza.

Arte

Cominciamo il nostro tour con una passeggiata per il centro che vi porterà a visitare le piazze della città: Piazza della Vittoria, la più grande di tutte, Piazza Martiri del 7 luglio, che ospita in alcuni giorni un grazioso mercato, Piazza Cesare Battisti, dove potrete ammirare Palazzo del Monte Pietà, sede dell’antico comune, per finire con Piazza Prampolini, dove si trovano il Battistero, il Palazzo Vescovile, la Cattedrale e tanti altri monumenti. Tra i luoghi di maggior interesse della città c’è la Basilica di San Prospero, con la bellissima facciata risalente al XVIII secolo dedicata al Vescovo Prospero, patrono della città. All’interno della Basilica potrete ammirare il Giudizio Universale, creazione dell’artista bolognese Camillo Procaccini. Fate poi un salto al Palazzo Comunale, che ospita al suo interno il Museo del Tricolore. Quest’ultimo conserva al suo interno cimeli riguardanti la storia della bandiera nazionale italiana. Altro posto suggestivo è il Chiostro della Ghiara, un luogo d’incontro all’insegna della cultura e dell’arte, in cui vengono organizzati concerti, rassegne fotografiche e mostre. Ultima tappa è il Teatro Municipale Romolo Valli, un edificio magnifico sia dentro che fuori. Questo fu costruito tra il 1852 e il 1857 e fu dedicato all’attore reggiano Romolo Valli. Al suo interno c’è anche un’immensa biblioteca che custodisce circa 7000 volumi riguardanti musica e spettacolo.

Gastronomia

Una cucina semplice e genuina che vi entusiasmerà. Sono tanti i piatti tipici che si possono assaporare. Una ricetta tipica servita soprattutto come aperitivo è l’erbazzone e scarpasot, una torta salata farcita con verdure e formaggio. Tra i primi piatti ci sono: i cappelletti reggiani la cui ricetta cambia di famiglia in famiglia ma che solitamente potete trovare in brodo, conditi con ragù o con panna. Poi ci sono i tortelli verdi, una pasta ripiena con spinaci, bietole verdi e ricotta. Anche per i secondi piatti troverete una vasta scelta. Sicuramente da provare sono l’arrosto ripieno alla reggiana e il coniglio alla reggiana, insaporito con cipolle, vino bianco e pomodoro. Concludiamo con i dolci: la torta di riso, la cui ricetta parte dalle contadine dei primi anni del 1900 e il sugo d’uva, di origine contadina, in passato si preparava nel periodo della vendemmia.

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