Un ipnotico Roberto Saviano apre davanti a un grande pubblico “Velletri Libris” 2022

Ottavia Lavino5 Luglio 2022
Il benvenuto di Ciarla e De Marzi
Il benvenuto di Guido Ciarla e Aurorea De Marzi

Finalmente avviata l’attesissima “Velletri Libris”, ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna e Fondazione De Cultura, che domenica 3 luglio ha aperto i battenti con la prima data di un programma ricco e variegato che accompagnerà spettatori e lettori fino a metà settembre. Davanti al pubblico delle grandi occasioni, Roberto Saviano ha presentato il suo libro “Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo” edito da Bompiani.

Prima dell’incontro con l’autore, a dare il benvenuto gli ideatori della rassegna Aurora De Marzi e Guido Ciarla. Quest’ultimo, visibilmente emozionato, ha rinnovato i ringraziamenti ai partner e ai lettori invitando a fare passaparola, serata dopo serata, per proseguire un progetto di aggregazione intorno al libro che anche quest’anno ha richiesto un paziente e lungo lavoro. È stata dunque la volta degli interventi istituzionali con il Sindaco Orlando Pocci, che ha ribadito il fascino del libro cartaceo e l’importanza di un presidio culturale come “Velletri Libris” in città, e il presidente della Fondarc Tullio Sorrentino, il quale ha auspicato una sempre maggior collaborazione tra le realtà del territorio per eventi simili anche in vista della prossima apertura del “Giardino d’inverno”. Il saluto di Giacomo Tortorici, direttore del Sistema Castelli Romani, si è invece focalizzato sugli sviluppi della collaborazione tra l’entourage di “Velletri Libris” (Fondazione De Cultura e Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna) per offrire eventi in tutta la zona.

I-saluti-istituzionali
I saluti istituzionali

Accolto da una standing ovation, è salito quindi sul palco Roberto Saviano. Commosso per l’affetto mostrato dalla platea di Velletri, è subito entrato nel vivo della sua narrazione incentrando il suo discorso sulla potenza del libro, qualcosa che non si esaurisce con la sola lettura dei testi: “leggere è un atto rivoluzionario. Quando leggi stai creando ciò che leggi, provi quello che immagini. Il lettore è il regista, lo sceneggiatore è lo scrittore. Chi legge crea il 50% del libro”. Per arrivare a parlare di Giovanni Falcone, la premessa non poteva che essere di tipo culturale: solo la cultura ha infatti permesso al giudice-eroe, insieme a Borsellino e agli altri del pool, di capire a fondo le dinamiche malavitose.

Roberto Saviano sul palco di Velletri Libris
Roberto Saviano

“Cultura è ciò che rimane quando la nozione scompare, dice Borges. Rimane tutto ciò che si è mosso mentre leggevi. Tutto ciò che ti ha attraversato resta, e tu stai già riflettendo in maniera diversa. Non è la frase, ma la potenza di raccogliersi intorno a un libro: significa avere fiducia e il libro è una delle cose magiche che non si consuma”, ha spiegato Saviano.

Perché scrivere un romanzo su Giovanni Falcone? Perché c’è un aggettivo particolare che sintetizza tutta la storia ed è “incredibile”. “La storia di Giovanni Falcone è incredibile. Si sa molto poco, a parte gli esperti, e ho deciso di raccontarla con lo strumento del romanzo. Arriva quindi con uno stile che permette di narrare da dentro la storia. È un romanzo corale, col maestro Rocco Chinnici protagonista della prima parte, è lui a dare gli strumenti ai magistrati del futuro su come funziona il mondo. Il genio di Falcone è nel comprendere come funziona il capitalismo criminale e oggi il suo metodo ancora funziona”.

Saviano ha ripercorso le tappe cruciali del pool antimafia che ha provocato una rivoluzione globale. Quella realtà aveva una forza specifica: “riesce a capire l’equazione, ovvero che Cosa Nostra è uguale denaro, che è uguale a politica, uguale consenso, uguale potere. Ciò porta al maxi processo che cambia il mondo”. Ovviamente con le conseguenze del caso: tensione, attentati, delitti. “Il paese non ci credeva davvero a questa equazione. Era diffidente”, ha spiegato lo scrittore, “nel pensare che obiettivo della giustizia era il male più grande. A sabotare la vita di Falcone fu prima parte della magistratura e poi Cosa Nostra. Non erano solo una questione di corruzione, era una diffidenza, un fastidio, si chiedevano perché i giudici affrontano la mafia sotto il profilo storico e culturale. Volevano costruire una struttura valida in tutta Italia per mettere insieme lo stesso reato, indipendentemente da dove accadeva”. Roberto Saviano in questo libro dimostra che Falcone e i suoi furono letteralmente lasciati soli da tutti e il coraggio “inizia da subito ad essere solo”. “Il coraggio è una scelta, al contrario di ciò che dice don Abbondio”.

Dai toccanti ricordi dell’amore tra Giovanni Falcone e Francesca Morvillo alla strage di Capaci, tutto si snoda in un romanzo lungo e articolato. Il racconto dell’attentato del 23 maggio 1992 è davvero toccante. Saviano lo ha ripercorso anche tramite una lettura che ha letteralmente fatto venire i brividi al pubblico nonostante il clima torrido. La storia finisce con l’esplosione che tolse la vita a Falcone, alla moglie e agli uomini della scorta. Ma inizia anche con un’esplosione, meno nota, che vede coinvolto il giovane Totò Riina e i suoi familiari, rimasti uccisi nel tentativo di disinnescare un ordigno bellico. Una storia circolare ancora oggi piena di misteri, insomma, che grazie a Saviano ha una maggiore linearità.

Al termine dell’incontro è iniziato il lungo firma-copie, con l’autore estremamente disponibile con il pubblico. Un avvio davvero in grande stile per la rassegna “Velletri Libris”, che adesso è attesa da un doppio appuntamento: martedì 5 luglio con Simonetta Agnello Hornby e giovedì 7 luglio con Federico Rampini. Alle ore 20.00 avrà luogo la degustazione enogastronomica gratuita, alle 20.40 l’incontro con gli autori locali e alle 21.00 la presentazione. L’ingresso alla Casa delle Culture e della Musica è, come sempre, libero.

Rocco Della Corte

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