LA SAGRA NON STA MAI ZITTA!

Redazione2 Ottobre 2020

Riceviamo e pubblichiamo

I consiglieri comunali: Stefano Cecchi, Maria Sabrina Minucci, Remo Pisani, Cinzia Lapunzina

L’Amministrazione Comunale ha deciso di annullare, con Deliberazione n. 104 del 16/09/2020, la 96ma Sagra dell’Uva, sostituendola con 4 giorni di festeggiamenti dedicati a Leone Ciprelli. Festeggiamenti che costeranno al comune di Marino 240.000 Euro, presumendo quindi una notevole affluenza di visitatori. La domanda che sorge spontanea è: se gli assembramenti per la Sagra sarebbero stati pericolosi, come faranno a non esserlo quelli per i festeggiamenti di “Ricordando Leone Ciprelli?” che si svolgeranno negli stessi giorni?

Sono molti i sacrifici imposti dall’emergenza sanitaria tuttora in corso, tra i quali rientra l’annullamento di eventi di estrema importanza per la vita economica e sociale del nostro territorio, quali la Sagra dell’Uva.

Fatto alquanto bizzarro è che domenica 4 Ottobre è prevista, presso la sede della Proloco di Marino con la collaborazione di Poste Italiane, la predisposizione dell’annullo speciale che, a quanto ci risulta, sarà dedicato proprio alla 96ma Sagra dell’Uva, che però non avrà luogo!

Il prossimo anno quindi si svolgerà la 97ma Sagra dell’Uva? Ai posteri l’ardua sentenza.

Tuttavia questo non è l’unico fatto che ci stupisce.

Non è dato sapere quali misure sanitarie siano state adottate per impedire, soprattutto in questa fase in cui il territorio di Marino sta registrando un’impennata di casi positivi al Coronavirus, che il centro storico sia affollato da visitatori con tutte le difficoltà che ne conseguono per il rispetto delle distanze di sicurezza e l’utilizzo delle mascherine. Vorremmo evitare di essere la causa di drastiche e drammatiche decisioni sanitarie, con conseguenze sociali ed economiche inimmaginabili.

Leggiamo nell’atto sopracitato, che tale scelta è stata assunta con il coinvolgimento delle realtà economiche e culturali del territorio marinese: allora come si spiegano le giuste critiche avanzate dall’Associazione Archeoclub Colli Albani che ha dichiarato inaccettabile tale scelta?

È stato organizzato un concerto in località Cave di Peperino. Come noto a tutti, tale sito si trova nelle immediate vicinanze di un tunnel ferroviario e delle vecchie cave, la cui fragilità geologica è risaputa e dimostrata dalla caduta di un costone roccioso di qualche anno fa, che ha sfiorato la tragedia. Inoltre, non riusciamo a capire come possa essere garantita la sicurezza del sito che ha una sola via d’accesso, peraltro di dimensioni ridotte.

Se a tutto questo aggiungiamo il degrado urbano in cui versa il centro storico, con aree prima adibite a verde pubblico ed ora ridotte a natura morta in mezzo ad una landa desertica, fioriere abbandonate a sé stesse e confusionari cantieri stradali, anche lo stesso Leone Ciprelli converrebbe con l’impresentabilità dei luoghi adibiti alla sua festa.

Paradossale anche il risvolto economico, visto che per NON festeggiare la Sagra è stato approvato un impegno di spesa di 240.000 Euro. Ci uniamo quindi al coro dei nostri concittadini ed Associazioni che si chiedono “Nel caso quest’anno si fosse svolta la Sagra, quanto sarebbe costata?”. Certamente non 450.000 Euro come dichiarato dall’Assessore al Bilancio durante l’ultimo Consiglio comunale. Evidentemente l’Assessore vive in una Marino tutta sua, lontana dalla realtà.

L’unica scelta saggia che questa Amministrazione avrebbe potuto prendere era sì quella di annullare la 96ma Sagra dell’Uva, visto il perdurare dell’emergenza sanitaria Covid-19, senza sostituirla con una manifestazione di quattro giorni con rischio di assembramenti e diffusione di contagi.  I festeggiamenti avrebbero potuto limitarsi alla parte liturgica, con annullo postale e locandina riportante la mascherina di protezione, come la stessa Amministrazione ha scelto nel manifesto pubblicizzante i giorni di festa, anche per ricordare ai posteri il difficile (e speriamo unico) periodo che stiamo vivendo.  In questo modo avrebbero potuto utilizzare gli importi stanziati per ridare decoro a questo paese, anche aumentando il Fondo Economico Comunale, con giovamento per le attività commerciali reduci da un’annata difficile sotto tutti in punti di vista.

Ci auspichiamo che questa scellerata scelta di organizzare 4 giorni di festa in un periodo sanitario così difficile non abbia ripercussioni troppo gravi per la salute di tutti. Gli eventi culturali possono e devono essere il volano principale per il rilancio economico e sociale del nostro territorio ma, per far sì che ciò avvenga, dobbiamo impegnarci tutti affinché l’emergenza sanitaria finisca al più presto.

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