Il triangolo della salute

Informazione Commerciale25 Settembre 2020

Luca Castrichella
Kinesiologo specializzato
www.lckinesiologia.it
mail@lckinesiologia.it
tel. 328-2938303

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Uno dei concetti fondamentali su cui è fondata la kinesiologia è il triangolo della salute. 

In altre parole è l’aspetto olistico con il quale si approccia la persona che richiede il supporto di un kinesiologo.

Il triangolo della salute è raffigurato da un triangolo equilatero sui quali lati potremmo rappresentare gli aspetti fondamentali della persona per il mantenimento del benessere.

Troveremo l’aspetto strutturale che identifica la parte più fisica della persona, i muscoli, le ossa, gli organi, in sostanza tutto ciò che è fisico e che sostiene.

Troveremo l’aspetto emotivo-mentale (anche se non sono la stessa cosa) che è costituto dalle emozioni che proviamo e cosa pensiamo, potremmo dire la nostra parte conscia e inconscia.

Infine nell’ultimo lato troveremo l’aspetto biochimico che potremmo identificare con ciò che mangiamo, ciò che respiriamo, ciò che beviamo. 

Questi tre aspetti sono strettamente collegati e interdipendenti, al modificare di un lato anche gli altri due per forza dovranno subire delle alterazioni.

La situazione ideale di massimo benessere si ha quando i tre lati sono in equilibrio perfetto, immaginiamo appunto un triangolo equilatero.

Possiamo desiderare una persona che ha una buona struttura fisica, che fa un allenamento costante con movimenti e sforzi adeguati, riesce a vivere emotivamente abbastanza serena, con pensieri positivi, emozioni di gioia e amore e avere delle relazioni cordiali e pacifiche. Per finire, ma non meno importante, mantenere un’alimentazione equilibrata senza eccedere in stravizi e assumendo in proporzioni bilanciate le sostanze nutritive fondamentali.

In tale modo il triangolo si mantiene bilanciato e la salute persiste.

Purtroppo nella vita moderna è veramente difficile mantenere costante nel tempo questo stato di bilanciamento e succede che il triangolo da equilatero diventa scaleno, con i lati di lunghezza diversa. Ricordo che lo squilibrio anche di un solo lato porterà di conseguenza anche a uno squilibrio degli altri due.

Facciamo un esempio per provare a rendere più chiaro il concetto: una persona subisce un licenziamento che ritiene fortemente ingiusto dopo molti anni di servizio, quindi il suo stato emotivo sarà sollecitato da emozioni di rabbia, tristezza, dispiacere, paura, senso di inadeguatezza. La persona vive male l’evento e ha un grosso senso di abbattimento, come conseguenza inizierà a mangiare in maniera compulsiva cibi poco salutari, dolci, grassi, tanti caffè. Tenderà ad aumentare di peso e anche il suo sistema nervoso ne risentirà. La tristezza porterà anche un certo senso di pigrizia, il movimento comincerà a essere insufficiente e le endorfine che provocano il buon umore scarseggeranno. Inizieranno ad apparire i primi sintomi di tensioni o disagi strutturali.

 Si attiverà così un circolo vizioso.

Tutti e tre i lati del triangolo si sbilanceranno anche se il motivo scatenante era principalmente emotivo.   

In un procedimento di aiuto classico la cosa che verrà proposta sarà di lavorare solo sul lato del triangolo che è stato motivo di squilibrio, perché la persona è molto giù, tralasciando in genere gli altri due.

Oppure, sempre riferendoci allo stesso esempio, se i disagi fisici sono invalidanti. si lavorerà solo su di essi senza considerare per nulla il motivo scatenante che era il senso di inadeguatezza relativo licenziamento.

Ricordiamo che uno stress emotivo si mostrerà sempre, prima o poi, con un sintomo fisico. 

Invece, come interviene un kinesiologo in un caso del genere?

Dando valore alla persona in primo luogo e tenendo sempre in considerazione gli riequilibri di tutti e tre gli aspetti del triangolo.

Guidato dal test muscolare applicherà tecniche per la gestione dello stress aiutando la persona ad avere più risorse nella risoluzione dell’evento, applicherà tecniche fisiche in modo da dar un supporto alla struttura e ai muscoli e valuterà, se necessario gli alimenti che apporteranno maggiore energia alla persona e consigliando di diminuire quelli che invece la tolgono.

In altre parole si andrà a sostenere la persona, in relazione al suo traguardo (ne parleremo nei prossimi appuntamenti), portando avanti contemporaneamente e sempre con la stessa attenzione, tutti e tre i lati del triangolo.    

Avvolgendo in questo modo la persona, niente sarà lasciato indietro e si creeranno tutti i presupposti affinché i meccanismi di autoguarigione innati si attivino per riportare la persona verso il pieno benessere e la vitalità

Per il kinesiologo la persona è un’ unità inscindibile e tutto è collegato con tutto.

“Il riequilibrio non si applica sul sintomo ma sulla persona che ha il sintomo”

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